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Home Storia del rifugio

Cenni di storia del Rfugio

Targa posta sul rifugio
 
INAUGURAZIONE
Lunedì 29 iugno 1931

Una targa posta sulla parte vecchia del rifugio ne cita le origini e indica brevemente la storia a tutti i visitatori.



Il Rifugio è dedicato a GIUSEPPE CAZZANIGA classe 1887 - Capitano 5 Alpini - Btg. "Morbegno" 1915: Sergente maggiore – Avanzamento di grado Motivazione: “ Per il contegno esemplare con il quale seppe guidare e far rifulgere di gloria il proprio reparto. Partecipò a cruenti atti di guerra in montagna, ad ardite azioni di sorpresa, ben riuscite. Assolse con superiore competenza il Comando di Reparti sciatori addestrandoli ai più duri cimenti alpini. Passa poi al Battaglione Valtellina ed al 4° Monte Rosa”.
 
   Il vecchio Rifugio
   Il Rifugio prima della ristrutturazione

In coppia con Nino Castelli (valoroso ufficiale degli alpini) ottenne affermazioni di notevole valore con gli sci e in canottaggio: l’unione dei due nomi bene si addice in Artavaggio, dove, auspice il Senatore Umberto Locatelli, sorse il Rifugio Cazzaniga. Fondatore e direttore della SEL SCI recò onori di non comune significato. Valoroso cooperatore nei salvataggi alpini ingrandì le benemerenze altruistiche dei lecchesi. Il 17 febbraio 1927 mentre ritornava dai Piani di Artavaggio, dove aveva assolto le funzioni di giudice di gara in una competizione sciistica, un attacco di “angina pectoris” stroncò, a soli quarant’anni, un valoroso e devoto servitore della Patria in guerra e in pace, e un eccellente sportivo animato da generoso entusiasmo per tutte le attività a cui si era vigorosamente dedicato. A lui venne dedicato, dalla Sezione A.N.A. di Lecco, un rifugio alla base dello Zucco di Piazzo, nella zona di Artavaggio.   Tra i soci fondatori della Sezione A.N.A. di Lecco. Come socio della SEL, nel 1914 fece parte della prima squadra di soccorso alpino che si formò nella drammatica occasione della morte dei tre alpinisti milanesi Del Vecchio, Miazza e Venturoli, precipitati il 17 maggio del 1914 dallo Spigolo Dorn dei Torrioni Magnaghi. Egli coltivò anche lo sci, partecipando a numerose gare e a campionati italiani. Ma per singolare destino, ritornando un giorno del febbraio 1927 dai Piani di Artavaggio, dove aveva assolto le funzioni di giudice di gara, soccombette a soli quarant’anni ad un attacco di angina pectoris ( 16 febbraio 1927).   Si distinse anche tra gli animatori della prima squadra lecchese del “ football club Lecco” e nel 1911 giocò nella prima squadra. Allora il campo di gioco era il cortile della palestra delle scuole di via Ghislanzoni. Fu tra i soci della Canottieri Lecco dedicandosi al canottaggio agonistico, dapprima nello skiff, più tardi accoppiato a Nino Castelli nel double-scull ( due vogatori in coppia).

Giuseppe Cazzaniga, forse perché animato da generoso entusiasmo per tutte le attività sportive e non sportive, cui si era vigorosamente dedicato, aveva preteso troppo dal suo pur forte organismo; da qui probabilmente il motivo della sua prematura morte. A lui, luminosa figura di sportivo in tre discipline, coraggioso servitore della Patria in guerra e in pace, venne dedicato dalla Sezione ANA di Lecco un rifugio alla base dello Zucco di Piazzo nella zona di Artavaggio.

Note di Angelo Pizzi

 
Invernale da ovest
Invernale da ovest


Dal giornale "Il Resegone" un articolo apparso il 4 luglio 1931. 

 LA SAGRA DEGLI ALPINI
L’On. Manaresi inaugura in Artavaggio il Rifugio
“Giuseppe Cazzaniga”

Grandi feste per gli “scarponi” domenica e lunedì scorsi! Bandieroni verdi, cappelli piumati, fiaschi infiorati e poi canti e canti, e grande allegria. Anche se, giocando un tiro birbone a qualcuno col levargli il cappello, se ne scorgeva il capo dipinto in grigio bianco od addirittura tirato a lucido per la solenne circostanza.

Tutti gli “scarponi” colle Autorità locali e le rappresentanze delle Associazioni s’eran dato convegno domenica mattina al Largo Manzoni in attesa dell’auto che doveva portare a Lecco il loro Capo, S.E. Manaresi.

E colle Autorità cittadine v’erano anche, venuti da Como, il Prefetto della Provincia grand’uff. Milani col Cav. Mattirolo, il segretario federale dott. Marzorati, il console Sansoni comandante la 16 Legione Alpina, il dott. Rossi, ecc..
Un applauso annuncia l’arrivo di S.E. che, in tenuta alpina, scende svelto dalla macchina salutando i presenti con grande cordialità.
Musica alpina in testa, bandiere al sole, il corte sfila per le vie Stoppani e Roma e si dirige alla sede dell’Associazione. Dal terrazzo l’On. Manaresi rivolge brevi parole agli acclamanti; poi, dopo il vermouth d’onore, il corteo delle Autorità si dirige al Monumento ai Caduti. Breve sosta in austero raccoglimento: quindi l'on. Manaresi ammira in ogni sua parte il monumento ed ha parole di lode per la superba opera del Castiglioni e la iniziativa dei lecchesi.
La munificenza del Grand’Uff. Umberto Locatelli raccoglie Autorità e rappresentanze a colazione al  Grand’Hotel Maggio.
L’On. Manaresi e S.E. il Prefetto hanno così campo di ammirare la Valsassina e di auspicare il suo sviluppo. L’On. Manaresi, accompagnato dai maggiorenti intraprende poi la salita verso la conca magnifica di Artavaggio dove la S.E.L. gli ha preparato alpinistica ospitalità nel Rifugio Castelli.
A sera le vette s’illuminano di rossi bagliori: è l’annuncio del giorno atteso.
Ed al mattino seguente, mentre ancora incerte sono le luci dell’alba, ecco da ogni parte giungere a frotte gli scarponi vecchi e giovani.
Tutti drizzano gli sguardi al Rifugio inaugurando,  che a strapiombo sulla roccia, l’architetto Mino Fiocchi ha bene ideato come un fortilizio a difesa delle nostre valli.
I gagliardetti, liberati al vento, indicano la via; la costa erbosa è tutta punteggiata da figure umane che salgono; s’incrociano i più diversi dialetti di Lombardia, ma tutti i partecipanti si ritrovano e si riconoscono nel canto delle canzoni antiche.
Alle ore 10 l’ex cappellano Don Carlo Consonni celebra la Messa e benedice il rifugio pronunciando parole di circostanza.
L’Avv. Doniselli, Consigliere della Sezione lecchese dell’ANA, rievoca quindi la figura del Capitano Cazzaniga  alla memoria del quale i suoi compagni della classe 1887 han portato al rifugio, perché rimanga come ricordo del loro affetto, una corona di bronzo.
E’ ora la volta dell’on. Manaresi, capo degli Alpini, il suo discorso è un inno alla montagna; alle doti; alle virtù della stirpe di questi monti; è un alato saluto a tutte le rappresentanze intervenute.
Per il nostro Cazzaniga l’oratore ha parole di vivo eloquente ricordo: per le virtù degli alpini sui quali la Patria può contare in qualunque momento, la sua parola diviene esaltazione magniloquente.

In nome del Re  e del Duce l’On Manaresi dichiara inaugurato il rifugio.

Applausi grandiosi echeggiano; i gagliardetti si levano nel vento.
Il Prof. Fermo Maggi presenta poi a nome della Sezione lecchese e della Valsassina due omaggi a S.E. Manaresi; un calcare fossillifero rinvenuto sui monti di Esino, tra le rocce del Grignone e nel quale è stata incastonata una medaglia d’oro riproducente la Capanna Cazzaniga, ed una piccozza fabbricata a Premana e ricoperta di galalite tricolore.
La cerimonia ufficiale ha così termine; il rancio attende gli intervenuti e l’assalto allo stesso è dato impetuosamente. Poi le nostalgiche canzoni riprendono, accompagnate dalla fisarmonica: l’On. Manaresi le ascolta e le segue…

Il giorno va declinando ed alla spicciolata gli scarponi ritornano al basso, pieno l’animo dei ricordi della giornata e carichi di rododendri

S.E. Manaresi, assai festeggiato, riparte la sera stessa per Milano. 

…Durante la seconda Guerra Mondiale, con l’occupazione tedesca e la conseguente lotta per la liberazione, i rifugi alpini della Valsassina vennero distrutti, compreso il Cazzaniga.

Finita la guerra, quando la  Sezione Alpini di Lecco si ricostituì, pose come primo obiettivo da raggiungere la ricostruzione del rifugio e il 14 settembre 1952 il Rifugio Cazzaniga, ricostruito tra difficoltà di ogni genere, venne solennemente benedetto dall’ex Cappellano della Tridentina Don Carlo Gnocchi. 

Negli anni successivi il rifugio vide aumentare notevolmente la frequenza degli escursionisti, sia d’estate che d’inverno. La Sezione decide di ampliarlo. Nella seconda metà degli anni sessanta si iniziano i lavori e il 20 giugno 1972 viene inaugurato dal Presidente Nazionale Franco Bertagnolli.   La nuova costruzione è dedicata alla memoria di Ugo Merlini, reduce di Russia, ex Presidente Sezionale e, successivamente, Presidente Nazionale e il rifugio diventa “CAZZANIGA-MERLINI”.   

…- da un articolo di Nito Staich apparso su l’Alpino, cito - … Terminato il conflitto – 2° Guerra Mondiale -, la sezione, con il consenso generale dei soci, decise di ricostruirlo malgrado le difficoltà di quel pesante periodo post-bellico e lanciò una campagna per il reperimento dei fondi necessari. Di tale campagna merita citare – a conferma che la fantasia degli Alpini… arriva lontano – un’iniziativa del tutto singolare e unica nel suo genere. Il Senatore Umberto Locatelli, sempre attento e disponibile ai problemi del sodalizio e in particolare del rifugio sorto grazie al suo mecenatismo, offrì una vacca da latte da mettere come premio in lotteria e con il ricavato della quale completare, unitamente al contributo lavorativo dei volontari, le onerose opere di restauro. Ancora oggi si ricorda il grande movimento e l’interesse che sorsero intorno a “Rosina”, così si chiamava la preziosa bestia, e il congruo gruzzolo che si ricavò dalla sua lungamente differita assegnazione. …

 

 
La mucca Rosina
La mucca "Rosina" all'asta
Foto d'archivio
                               
Il Rifugio negli anni 60
Il Rifugio nel 1960
Foto Anna Masia - Milano

 

Ogni anno, in ricordo dell'inaugurazione, l'ultima domenica di giugno si rinnova la festa del Rifugio.

 


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